La cornice
Quando parliamo di pianificazione a ritroso, i tre passaggi fondamentali sono
1. INDIVIDUARE L’OBIETTIVO
2. INDIVIDUARE UNA VERIFICA
3. SCEGLIERE, A RITROSO, ATTIVITA’ che accompagnino la classe dall’inizio alla fine della lezione per essere in grado di svolgere la verifica in autonomia.
(Se vuoi approfondire, trovi la spiegazione dettagliata nella risorsa La pianificazione a ritroso)
Il secondo passaggio: verificare l’apprendimento
Nel primo passaggio gli obiettivi SMART chiariscono dove si vuole arrivare e rendono quel traguardo misurabile, osservabile, concreto.
Proseguendo nella seconda fase del processo di pianificazione a ritroso, ci si chiede COME verificare il raggiungimento di quell’obiettivo. Questa parte di accertamento sarà nella chiusura della lezione e consiste in un momento finale per fare il punto su quanto appreso e per far sì che sia l’insegnante sia studenti e studentesse siano consapevoli di cosa eventualmente manca per arrivare al pieno raggiungimento di un certo obiettivo. Così facendo, si può procedere con il resto delle lezioni avendo idea del livello della classe, e si potranno pianificare eventuali chiarimenti o correggere delle misconcezioni degli studenti e studentesse con tempestività.
Come pianificare un momento di “verifica”, ovvero di accertamento post lezione, fondamentale per la classe e per il\la docente, ma anche in modo efficace e non troppo oneroso in termini di correzione per l’insegnante?
Scorri le slide per scoprire le caratteristiche della verifica, intesa come “esercizio finale” della lezione che dà riscontro sull’apprendimento, e non come intendiamo comunemente, ovvero un test di un’ora, sommativo, a fine percorso.
Pront* per un breve esercizio di allenamento? Vogliamo verificare la tua comprensione! Per ciascun obiettivo della lezione, individua quale delle due proposte di verifica è allineata.
Ora sperimentati con la creazione di una verifica allineata!
La chiusura della lezione
La chiusura della lezione sarà dunque dedicata dall’insegnante per verificare l’apprendimento, ma non solo. In chiusura, infatti:
- Si può prevedere un momento in cui l’insegnante fa il punto di quanto appreso: potrebbe ad esempio ripercorrere l’esperimento fatto scrivendo alla lavagna le parole chiave emerse, compilare una mappa concettuale, riassumere in una linea del tempo gli eventi storici studiati, ecc… Utilissimo e importante tirare le fila, soprattutto per attività esplorative, lavori di gruppo, lezioni a carattere trasversale.
- Si può prevedere un momento in cui gli studenti si cimentano in una prova (biglietto d’uscita, riflessione, verifica autonoma…) che testi il raggiungimento dell’obiettivo. Come visto poco fa, dare una consegna, una “verifica” che consenta agli studenti di cimentarsi in un’attività allineata all’obiettivo iniziale di apprendimento ci assicura che quanto spiegato, praticato, scoperto, dibattuto sia effettivamente acquisito come apprendimento. Per idee pratiche su come farlo, puoi visitare la risorsa
- Si può prevedere un momento in cui gli studenti riflettono su quanto appreso in termini di punti di forza e aree di crescita, esercitando metacognizione: è il momento adatto per fare emergere eventuali dubbi, domande, scoperte. Se non si riesce a farlo in tutte le lezioni, è utile però inserirlo a cadenza regolare tutte le volte possibili.
Per idee su come farlo, visita la risorsa Monitorare e auto-monitorare l’apprendimento con gli exit-ticket!
Ecco alcuni altri esempi:

