La cornice
Quando parliamo di pianificazione a ritroso, i tre passaggi fondamentali sono
1. INDIVIDUARE L’OBIETTIVO
2. INDIVIDUARE UNA VERIFICA
3. SCEGLIERE, A RITROSO, ATTIVITA’ che accompagnino la classe dall’inizio alla fine della lezione per essere in grado di svolgere la verifica in autonomia.
(Se vuoi approfondire, trovi la spiegazione dettagliata del processo nella risorsa La pianificazione a ritroso)
Il terzo passaggio: le attività della lezione
Nel primo passaggio gli obiettivi SMART chiariscono dove si vuole arrivare e rendono quel traguardo misurabile, osservabile, concreto. Nel secondo passaggio, individuiamo la verifica che andrà a valutare il raggiungimento o meno dell’obiettivo (per approfondire, leggere la risorsa in merito). Proseguendo nella terza fase del processo di pianificazione a ritroso, si individuano le attività che accompagneranno la classe al traguardo di apprendimento per la fine della lezione.
Risulta evidente che la lezione vada strutturata dopo essersi chiariti cosa dovranno sapere o saper fare gli studenti a fine lezione e dopo che sapremo come verificheremo il loro apprendimento e avremo svolto a nostra volta la consegna finale. Grazie a quest’ultimo passaggio, infatti, chi chiariamo cosa serva rinforzare durante la lezione. In questa risorsa ci occupiamo di pianificare la parte iniziale della lezione, cioè le attività nella cosiddetta “apertura della lezione”.
L’apertura della lezione
In questa parte iniziale, è importante che l’insegnante:
- si accerti dello stato emotivo degli studenti e delle studentesse.
E’ importante esplicitare alla classe che ci interessa sapere come stiamo innanzitutto per abituarci a riconoscere determinate emozioni nel corpo, per allenarci a dare un nome alle sensazioni che abbiamo, ma anche per sapere come stanno gli altri e dunque prenderci cura e fare attenzione anche ai sentimenti altrui. In alcuni casi, se notiamo che una persona continua ad esprimere stati emotivi di difficoltà, siamo chiamati nel nostro ruolo ad approfondire separatamente.
- condivida con la classe quale sarà l’obiettivo della lezione e l’elenco delle fasi.
Esplicitare quale sarà l’oggetto del nuovo apprendimento permette a chi apprende di orientarsi, e aumenta la motivazione, soprattutto se condividiamo la rilevanza dell’obiettivo (perchè ti serve questo apprendimento); inoltre, può essere d’aiuto aggiungere una scansione delle varie attività della lezione, da riprendere nell’arco del tempo a disposizione per chiarire le tempistiche e favorire la consapevolezza rispetto a quanto sta accadendo. Questo aspetto è particolarmente importante per tutti quegli studenti che necessitano di supporto per mantenere alta la loro attenzione nel corso dell’intera lezione. Lo si fa più soventemente alla scuola dell’infanzia e alla primaria, ma è utile in tutti i gradi di istruzione.
- pianifichi uno stimolo iniziale, cosiddetto “gancio”.
Può essere un racconto personale, la proiezione di un’immagine o di un video, la lettura di una citazione o di un piccolo brano che colleghi l’argomento della lezione a un’esperienza comprensibile per la classe; non sempre un certo obiettivo è percepito come immediatamente rilevante, ma la consapevolezza sul PERCHE’ del proprio apprendimento è essenziale per favorire l’apprendimento autoregolato. Un gancio iniziale può quindi essere un ottimo modo per ancorare la classe al contenuto della lezione e per esplicitarne la rilevanza.
- attivi e/o si accerti delle conoscenze pregresse della classe.
Per promuovere nuovi apprendimenti, il docente è chiamato a procedere in modo intenzionale e diagnostico, raccogliendo continuamente informazioni utili sul punto di partenza degli studenti. La ricerca educativa mostra infatti che ogni nuova conoscenza si costruisce in modo più efficace quando può ancorarsi a saperi già disponibili, collegandosi a schemi mentali già parzialmente strutturati: ciò che gli studenti sanno, ricordano o sanno attivare condiziona in modo significativo la possibilità di comprendere e consolidare nuovi contenuti.
Non dovrà esserci sempre necessariamente tutto, ma per massimizzare l’apprendimento questi aspetti sono fondamentali. Approfondiamo ora l’ultimo punto, relativo alle conoscenze pregresse.
Le conoscenze pregresse
Nello svolgimento della consegna che abbiamo scelto per la fine della lezione, che consentirà agli studenti di sperimentarsi nell’obiettivo di apprendimento, ci saranno sicuramente elementi che costituiscono il nuovo apprendimento e altri invece che consideriamo come pre-requisiti o pre-conoscenze. In questa fase di apertura è necessario fare in modo che gli studenti si riapproprino di aspetti o elementi che saranno utili per la comprensione della lezione e dunque per lo svolgimento della consegna finale oggetto della chiusura.
E’ utile distinguere due funzioni differenti del lavoro sulle conoscenze pregresse:
– Accertamento: capire se c’è il prerequisito
– Attivazione: aiutare lo studente a portare il prerequisito in primo piano nella memoria di lavoro
Accertamento
Cosa serve assicurarsi che sappiano o sappiano fare prima di iniziare? All’interno della singola lezione, può essere utile prevedere brevi domande, attività rapide o richiami mirati che consentano di verificare se tutti dispongano dei prerequisiti necessari. Quando emergono fragilità, il docente può intervenire con supporti puntuali: un richiamo collettivo, uno schema sintetico, una traccia visiva o uno strumento compensativo temporaneo.
Attivazione
Può essere una domanda, un’attività di brainstorming, una piccola attività per fare in modo che gli studenti mettano in campo qualcosa che servirà loro nel corso della lezione ed è fondamentale per capire su quali basi stiamo costruendo nuovo apprendimento per favorire i processi di arricchimento, perfezionamento, ristrutturazione.

