L’obiettivo della risorsa è fornire ai fellow una disamina della normativa scolastica di riferimento per quanto concerne l’inclusione, partendo dalla Legge 517/77 fino ad arrivare al D.lgs 62/24, rinunciando ad un approccio meramente contenutistico, ma cercando di far emergere le connessioni che ogni riferimento normativo ha con la pratica scolastica quotidiana.
Per raggiungere l’obiettivo summenzionato la scaletta della risorsa sarà la seguente:
- esplicitazione delle motivazioni alla base della conoscenza normativa per la pratica professionale (il perché bisogna conoscere);
- analisi cronologica della normativa di riferimento in materia di inclusione concentrandosi, esclusivamente, sugli elementi utili ai fini professionali.
PERCHÉ
La scuola è un’istituzione all’interno della quale vigono determinate norme disciplinate dall’ordinamento giuridico di riferimento. Proprio per questo motivo, in quanto professionisti della scuola, non possiamo agire prescindendo dalla conoscenza delle norme alla base del sistema scolastico.
Tale conoscenza non deve essere vista come mero nozionismo, ma come bussola orientativa attraverso la quale potersi muovere all’interno del contesto scolastico. In particolar modo, i motivi per i quali è bene essere a conoscenza della normativa scolastica sono di due tipi:
- un primo motivo lo si potrebbe definire di tipo orientativo, ovvero ci permette di capire come muoverci laddove vige l’incertezza (ad esempio, cosa devo fare se il mio collega non vuole che lo studente X stia in classe con gli altri? Ha titolo, in quanto docente, di escluderlo dal contesto classe di appartenenza?);
- un secondo motivo è, invece, di tipo progettuale, ovvero, seppur nel rispetto della libertà d’insegnamento sancita dall’articolo 33 della Costituzione Italiana, il docente ha delle indicazioni chiare, seppur generali, dei parametri da rispettare nel dar forma alla propria idea progettuale e di programmazione nei confronti dei propri studenti (ad esempio, nei riguardi di uno studente con una disabilità intellettiva, l’azione del docente non può essere lasciata al caso, ma deve trovare la propria condizione di possibilità nel PEI, documento che si concretizza come reale strumento nel quale vengono indicati obiettivi, strumenti, metodi, risorse per la realizzazione del progetto educativo dello studente in questione).
Ora, il contesto scolastico italiano è famoso a livello internazionale per aver fatto dell’inclusione uno dei suoi tratti di riconoscimento peculiari. Le diverse norme che si sono susseguite dagli anni ’70 ai giorni nostri, figlie del clima storico-culturale dal quale hanno preso forma, caratterizzano la scuola italiana come contesto educativo nel quale la tutela delle diversità e il riconoscimento delle loro ricchezze – almeno sulla carta – è un punto sul quale non è ammissibile tornare indietro.
Dal punto di vista dell’inclusione, la normativa di riferimento è numerosa, ma non essendo l’obiettivo di questa risorsa quello di fornire una sterile conoscenza, ma quello, invece, di condividere degli strumenti utili per la propria pratica professionale, ci si concentrerà, esclusivamente sulla normativa utile ai fini professionali.
Per facilitare l’utilizzo dei contenuti nell’ambito della professione docente, trovi qui delle slide organizzate per tematiche di interesse (BES, valutazione, strumenti compensativi e dispensativi, alunni stranieri, assistenza igienica).
COSA
Di seguito, si riporta in ordine cronologico la normativa sull’inclusione oggetto d’analisi.
- Legge n. 517 del 4/8/1977 – Norme sulla valutazione degli alunni e sull’abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell’ordinamento scolastico
- Legge n. 104 del 5/2/1992 – Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate
- Legge n. 170 dell’8/10/2010 – Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico
- Direttiva Ministeriale del 27/12/12 – Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriali per l’inclusione scolastica
- Circolare Ministeriale n. 8 del 6/3/13 – Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali
- Circolare Ministeriale n. 4233 del 19/02/2014 – Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri
- Decreto Legislativo n. 66 del 13/4/2017 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità
- Decreto Legislativo n. 62 del 13/7/2017 – Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato
- Decreto Legislativo n. 96 del 7/8/2019 – Disposizione integrative e correttive al decreto legislativo n. 62 del 13/7/2017
- Decreto Legge n. 182 del 27/12/2020 – Adozione del modello nazionale di piano educativo individualizzato e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità
- Decreto Legge n. 153 dell’ 1/8/2023 – Disposizioni correttive al decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182
- Decreto Legislativo n. 62 del 3/5/2024 – Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato
COME: L’ANALISI DELLA NORMATIVA
Per ognuna delle norme oggetto di analisi, verrà fornita una breve descrizione e ci si concentrerà esclusivamente sugli elementi utili ai fini della professione.
Legge n. 517 del 4/8/1977 – Norme sulla valutazione degli alunni e sull’abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell’ordinamento scolastico
Tale Legge ha introdotto il concetto di integrazione scolastica degli alunni con disabilità nelle scuole comuni. In effetti, il suo obiettivo è stato quello di abolire le classi differenziali, promuovendo l’inserimento degli alunni con disabilità nelle classi comuni e con il supporto di insegnanti di sostegno, specializzati presso le riformate Scuole magistrali ortofreniche, nel rapporto di un docente ogni quattro alunni. Tuttavia, bisogna considerare che, seppur abolendo le classi differenziali, le scuole speciali vennero sì svuotate, ma nessun testo legislativo le abrogò.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Abolisce le classi differenziali;
- Formalizza la figura dell’insegnante specializzato per l’integrazione degli studenti con handicap nella scuola elementare e media;
- Promuove l’insegnamento individualizzato e l’adattamento del curriculum scolastico, tramite anche l’introduzione delle attività di gruppo a classi aperte per incentivare le esperienze espressivo-comunicative degli alunni e le attività di laboratorio.
Legge n. 104 del 5/2/1992 – Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate
Tale Legge è ancora di fondamentale importanza poiché è stata la prima a regolamentare tutte le problematiche inerenti alla vita della persona con handicap (accertamento, prevenzione, riabilitazione, cura, inserimento scolastico e lavorativo, tutela delle situazioni di gravità) e anche perché alcuni degli elementi che la caratterizzano sono ancora in vigore.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Definisce il Piano Educativo Individualizzato (PEI), che include obiettivi, metodi e strumenti didattici specifici per ogni alunno con disabilità e che dovrà basarsi sulla Diagnosi Funzionale (riguardante il funzionamento dello studente) e il Profilo Dinamico Funzionale (riguardante le potenzialità dello studente e le capacità possedute e che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate);
- Regolamenta in maniera precisa la figura dell’insegnante di sostegno che, in quanto contitolare delle sezioni e delle classi in cui opera, supporta l’alunno con disabilità nelle attività scolastiche, favorisce l’integrazione nel gruppo classe e partecipa alla programmazione educativa e didattica e all’elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, di classe e dei collegi docenti;
- Promuove la programmazione coordinata dei servizi scolastici con quelli sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi e con altre attività sul territorio gestite da enti pubblici o privati con il fine di favorire l’integrazione scolastica.
Legge n. 170 dell’8/10/2010 – Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico
Tale Legge disciplina il riconoscimento e la gestione dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia fornendo anche una definizione per ciascuno dei quattro disturbi.
- Dislessia: disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità di lettura;
- Disgrafia: disturbo specifico che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica;
- Disotrografia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica;
- Discalculia: disturbo specifico che si manifesta in difficoltà negli automatismi del calcolo e nell’elaborazione dei numeri.
Da ricordare che tutti e quattro i disturbi possono coesistere, dando vita al cosiddetto “Disturbo misto delle capacità scolastiche”.
Nella presente Legge viene ricordato che la diagnosi è ad opera del Servizio Sanitario Nazionale o di specialisti e strutture accreditate, viene affermata l’importanza della formazione dei docenti sulla tematica in questione e garantita alle famiglie la possibilità, fino al termine del primo ciclo dell’istruzione, di poter usufruire di orari flessibili di lavoro per poter aiutare i propri figli con DSA.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Sancisce il diritto degli studenti con DSA ad avere strumenti compensativi (aiuti) e misure dispensative (esoneri) durante il percorso scolastico e negli esami;
- Stabilisce la redazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) per gli studenti con DSA, che definisce gli strumenti, le strategie didattiche e le modalità di verifica necessarie per supportarli;
- Ricorda l’importanza, la celerità e la necessità da parte dei professionisti della scuola di attivare, previa comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi atti ad individuare i casi sospetti di DSA.
Direttiva Ministeriale del 27/12/12 – Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriali per l’inclusione scolastica
La presente Direttiva Ministeriale ha permesso di individuare i cosiddetti BES a carico dell’alunno, a prescindere da tipizzazioni e classificazioni talvolta fuorvianti e concentrandosi, in particolar modo, sulla macrocategoria dello “Svantaggio Scolastico” che si suddivide, a sua volta, in tre sottocategorie:
- quella della disabilità (L. 104/92);
- quella dei disturbi evolutivi specifici (DSA, disturbo da deficit del linguaggio, deficit delle abilità non verbali, deficit della coordinazione motoria; deficit dell’attenzione, deficit dell’iperattività, funzionamento intellettivo limite);
- quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale.
Inoltre, viene esplicitato il funzionamento e l’organizzazione dei Centri territoriali di supporto, centri fondamentali per l’informazione, la consulenza, la formazione e il prestito di ausili didattici in materia di inclusione.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Ribadisce la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate;
- Obbliga le scuole a redigere il PEI e il PDP nei casi di esplicita documentazione clinica, ribadendo l’auspicabilità di redazione del PDP anche in casi in cui, seppur in assenza di specifica documentazione, emergano notevoli difficoltà dello studente in ambito cognitivo, comunicativo, relazionale, culturale e del benessere psico-sociale;
- Mette in luce l’importanza di valutare gli studenti BES tenendo conto dei livelli di partenza, dei risultati raggiunti, dei livelli di apprendimento previsti per la classe e degli elementi presenti nel PEI/PDP (valutazione formativa);
- Promuove l’importanza e la necessità per i docenti di una formazione continua sui temi dell’inclusione.
Circolare Ministeriale n. 8 del 6/3/13 – Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali
La presente Circolare Ministeriale riprende i contenuti della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 esplicitando in maniera pratica che cosa le scuole e i docenti sono chiamati a fare per gli studenti con BES.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Sancisce l’obbligo di presentazione delle certificazioni per l’esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, ma congiuntamente il dovere dei Consigli di classe o dei gruppi dei docenti nelle scuole primarie di indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni;
- Mette in luce la necessità, in particolar modo nella scuola primaria, di superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni adottando comunque un piano didattico individualizzato e personalizzato nonché tutte le misure che le esigenze educative riscontrate richiedono.
Circolare Ministeriale n. 4233 del 19/02/2014 – Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri
Le presenti Linee guida, che sostituiscono quelle risalenti al 2006, sono coerenti con la normativa relativa ai BES, la quale prevede che la scuola adotti particolar misure volte a sostenere alunni con svantaggio socio-economico, linguistico o culturale.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Ribadisce la necessità di creare momenti di integrazione culturale e valorizzazione della cultura di appartenenza degli studenti stranieri;
- Promuove l’attivazione di percorsi individualizzati e personalizzati e l’adozione di misure dispensative e compensative (e conseguente realizzazione di un Piano Didattico Personalizzato), ma con l’obiettivo della transitorietà;
- Valorizza l’utilizzo di strategie didattiche ed educative personalizzate;
- Ricorda di valutare tenendo conto delle difficoltà e degli elementi inseriti in un eventuale Piano Didattico Personalizzato
- Ricorda ai docenti di farsi facilitatori o mediatori per quanto riguarda l’ambito amministrativo-burocratico e comunicativo-relazionale.
Decreto Legislativo n. 66 del 13/4/2017 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità
Tale decreto risulta attuativo rispetto ad alcune misure ed obiettivi per la realizzazione dell’inclusione scolastica così come prevista dalla legge n. 107 del 13/7/2015. Alcuni degli elementi giuridici in esso contenuti sono stati successivamente modificati dal Decreto Legislativo n. 96 del 7/8/2019.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Ribadisce l’importanza di una valutazione attenta e puntuale dell’inclusività della scuola che deve essere presentata attraverso specifici documenti (come il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, il Piano per l’inclusione scolastico e il Piano Annuale per l’inclusione);
- Ricorda alle istituzioni scolastiche, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, gli Enti locali e le aziende sanitarie locali, di individuare azioni per garantire il diritto all’istruzione degli studenti per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione, anche non continuativi, a causa di gravi patologie certificate, anche attraverso progetti che possono avvalersi dell’uso delle nuove tecnologie.
Decreto Legislativo n. 62 del 13/7/2017 – Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato
Il presente Decreto Legislativo interviene sulla valutazione periodica e finale del primo ciclo e sugli Esami di Stato, concentrandosi in particolar modo sugli alunni con disabilità o con DSA, tralasciando in parte la questione degli alunni con altri BES.
Tuttavia, la valutazione finale degli studenti con BES viene ripresa dalla nota ministeriale 5772 del 2019 e dalle diverse Ordinanze Ministeriali relative all’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, garantendo a tali studenti la presenza di misure compensative durante le prove d’esame (anche in assenza di diagnosi clinica alla base del Piano Didattico Personalizzato) ma non di misure dispensative sia per ciò che concerne il primo ciclo sia per quanto riguarda il secondo.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Ribadisce la necessità e l’importanza di adottare misure dispensative e compensative per gli studenti con disabilità o con DSA, ricordando che la valutazione degli stessi dovrà necessariamente tener conto (e quindi essere adattata e coerente) del Piano Educativo Individualizzato (per gli studenti con disabilità) e del Piano Didattico Personalizzato per gli studenti con PEI;
- Nel secondo ciclo di istruzione, in particolar modo per quanto riguarda gli Esami di Stato degli studenti con disabilità, la commissione d’esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone una o più prove differenziate, in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del piano educativo individualizzato e con le modalità di valutazione in esso previste. Tali prove, ove di valore equipollente, determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione, nel caso in cui non lo fossero, invece, consentono allo studente di ottenere un attestato di frequenza;
- Nel secondo ciclo di istruzione, in particolar modo per quanto riguarda gli Esami di Stato degli studenti con DSA, nello svolgimento delle prove scritte i candidati possono utilizzare tempi più lunghi di quelli ordinari ed utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal piano didattico personalizzato che siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove stesse. Non sono previste prove equipollenti.
Decreto Legislativo n. 96 del 7/8/2019 – Disposizione integrative e correttive al decreto legislativo n. 62 del 13/7/2017
Il presente Decreto Legislativo modifica il Decreto Legislativo n. 66 del 13/4/2017. In particolar modo viene evidenziata l’attenzione rispetto a tre principi cardine che devono dare forma all’inclusione scolastica e che sono quelli dell’accomodamento ragionevole (vedere Decreto Legislativo n. 62 del 3/5/2024), dell’autodeterminazione (studente come protagonista) e della corresponsabilità educativa (responsabilità di tutti gli attori scolastici nel processo di inclusione).
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Mette in luce la necessità di redigere il PEI secondo la classificazione ICF;
- Ribadisce l’importanza del ruolo dei GIT, dei GLI e dei GLO per l’inclusione scolastica. In particolar modo quest’ultimo, composto dal Consiglio di Classe, dai genitori dello studente con disabilità, dallo studente con disabilità, dalle figure professionali specifiche e da un rappresentante designato dall’ente locale, ha il compito di redigere il PEI e formulare una proposta di quantificazione delle ore di sostegno secondo il funzionamento dello studente.
Decreto Legge n. 182 del 27/12/2020 – Adozione del modello nazionale di piano educativo individualizzato e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità
Il presente Decreto Legge risulta di estrema importanza poiché, per la prima volta dal punto di vista normativo italiano, viene proposto un modello nazionale di PEI per ogni ordine e grado di istruzione fino al secondo ciclo. Tale elemento non ha poca rilevanza, in quanto è necessario tener conto che le pratiche e le dinamiche interne ad ogni scuola del territorio sono sempre state differenti per qualità e che quindi, almeno sulla carta, si è tentato di unificare le modalità di redazione del PEI, evitando quelle spiacevoli situazioni in cui la compilazione di tale documento veniva fatta in maniera superficiale o, addirittura, evitata.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Definisce in maniera chiara le modalità per la verifica finale e per la proposta di assegnazione delle risorse ovvero “partendo dall’organizzazione delle attività di sostegno didattico e dalle osservazioni sistematiche svolte, tenuto conto del Profilo di Funzionamento e del suo eventuale aggiornamento, oltre che dei risultati raggiunti, nonché di eventuali difficoltà emerse durante l’anno, il GLO propone il fabbisogno di ore di sostegno per l’anno scolastico successivo, avendo cura di motivare adeguatamente la richiesta”.
Decreto Legge n. 153 dell’ 1/8/2023 – Disposizioni correttive al decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182
Tale Decreto Legge ha apportato dei correttivi nella strutturazione del PEI così come previsto nel D.L. 182/2020.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
Per tutti gli ordini di scuola
- Possibilità dell’orario ridotto: viene confermata la possibilità per lo studente di frequentare la scuola con orario ridotto, su richiesta della famiglia e degli specialisti sanitari, ma solo per eccezionali e documentate esigenze sanitarie;
- Definizione dell’orario GLO: viene modificato l’orario delle riunioni del GLO, le quali potranno tenersi, salvo motivati impedimenti, esclusivamente in orario non coincidente con quello di lezione.
Per la scuola secondaria di secondo grado
- Chiarisce la questione relativa all’esonero dalle discipline: rispetto al decreto del 2020, l’esonero viene formalmente escluso. Tuttavia, la questione sembra essere più linguistica che sostanziale. In effetti, non viene proibito ad uno studente di non sostenere delle discipline per lui oggettivamente non proponibili. Ovviamente, nel momento in cui si dovesse optare per un percorso completamente svincolato dai contenuti disciplinari del piano di studi, la programmazione dello studente sarà di tipo differenziato. (N.B.: uno studente può seguire una programmazione differenziata pur avendo un PEI nel quale è previsto il raggiungimento di obiettivi disciplinari coerenti con il percorso di studi, ma non sufficienti per raggiungere un profilo adeguato ad ottenere un titolo di studi dal valore legale).
- Definisce il passaggio dal percorso differenziato a quello ordinario: viene ribadito che la decisione di un passaggio da programmazione differenziata ad una equipollente spetta al Consiglio di Classe che deve esprimersi favorevole e maggioranza. Se il Consiglio di Classe rifiuta, la famiglia potrà richiedere di sostenere gli esami integrativi.
Decreto Legislativo n. 62 del 3/5/2024 – Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato
Il Decreto Legislativo 62 del 2024 introduce importanti novità riguardo all’inclusione scolastica, con particolare riferimento all’accomodamento ragionevole, riscrivendo completamente l’articolo 3 della legge 104/92. Ai fini degli interessi di questa risorsa va ricordato che questo decreto, in linea con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, definisce le modalità attraverso le quali le istituzioni scolastiche devono garantire l’accomodamento ragionevole e come anche la scuola debba essere parte integrante per la realizzazione del Progetto di Vita della persona con disabilità.
A livello terminologico viene esplicitato che:
- L’ accomodamento ragionevole consiste in tutte quelle modifiche e adattamenti necessari e appropriati, che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo, per garantire alle persone con disabilità il godimento o l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.
- Il progetto di Vita individua per qualità, quantità ed intensità, gli strumenti, le risorse, gli interventi, i benefici, le prestazioni, i servizi e gli accomodamenti ragionevoli, volti anche ad eliminare e a prevenire le barriere e ad attivare i supporti necessari per l’inclusione e la partecipazione della persona stessa nei diversi ambiti di vita, compresi quelli scolastici, della formazione superiore, abitativi, lavorativi e sociali. Nel progetto di vita sono, altresì, comprese le misure previste a legislazione vigente per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale, nonché gli eventuali sostegni erogabili in favore del nucleo familiare e di chi presta cura ed assistenza.
Per quale motivo risulta fondamentale dal punto di vista professionale?
- Viene ricordata la necessità della presenza nell’Unità di valutazione multidimensionale che elabora il progetto di vita di un rappresentante dell’istituzione scolastica;
Si ribadisce la necessità e l’obbligo per la scuola di attivare tutte le misure, modifiche e adattamenti coerenti con il concetto di Adattamento Ragionevole e fondamentali per il funzionamento dello studente con disabilità.
È possibile tramite questo link accedere ad una mappa riassuntiva relativa alle norme oggetto di analisi.
Giorgio MINNECI

