Cosa sono le attività di check-in
Il check-in può essere definito come un secondo ingresso in classe, una fase iniziale della lezione o della giornata che prevede un momento di condivisione in classe e che ci aiuta ad essere presenti, con il corpo e con la mente, pronti per imparare.
Dalla scuola primaria fino alla secondaria, il check-in:
- è un momento importante in cui gli studenti sono invitati a condividere emozioni, opinioni, timori, vittorie ed esperienze attraverso brevi attività;
- è un momento di condivisione con il gruppo che richiede agli studenti di ascoltarsi attivamente ed essere di supporto gli uni per gli altri;
- è un esercizio di empatia che permette di sviluppare competenze socio-emotive e che costruisce un senso di comunità e fiducia fra studenti e con i docenti.
Perché sono importanti i check-in
Il check-in è una pratica di condivisione in classe importante da inserire nelle nostre lezioni per numerose ragioni.
- In primo luogo, gli studenti sono coinvolti e sperimentano la sensazione di far parte di una comunità di classe, in cui si può essere chi si è, poiché tutti, insegnante compreso, condividono paure, soddisfazioni, sentimenti. Avere uno spazio per raccontarsi e confrontarsi, condividere alti e bassi, gusti personali, opinioni, esperienze, crea connessione fra loro, sviluppando la consapevolezza di non essere soli, ma parte di una comunità inclusiva in cui ciascuno ha voce e sarà ascoltato.
- Inserendo i check-in come pratica quotidiana in classe comunichiamo agli studenti che i nostri pensieri e le nostre emozioni sono importanti, e che è fondamentale formare e allenare la loro empatia ed intelligenza emotiva.
- Grazie a questi momenti, inoltre, il docente può monitorare come stanno gli alunni e può conoscerli meglio, raccogliendo sempre più informazioni sui loro interessi e sulle loro vite, individuando le singole necessità e riuscendo a supportarli al meglio.
- Inoltre, avere uno strumento da usare come “termometro” delle energie della classe, diventa strategico per la riuscita della lezione che l’insegnante si appresta a cominciare.
Come si fanno i check-in in classe
Ci sono innumerevoli attività che si possono utilizzare come check-in, e altrettante si possono inventare. Condividiamo di seguito alcune idee: starà a te scegliere le modalità più indicate all’età degli studenti e al tuo stile di insegnamento e adattarle al tuo contesto di classe.
Esempi di attività di check-in
1. Condivisione in classe: Domande aperte

Gli studenti e le studentesse condividono le risposte ad una domanda generica o relativa al mondo scolastico.
Alcuni esempi:
“Una cosa strana del vostro weekend”, “Qual è il tuo mese preferito dell’anno e perché?”, “Quale stagione ti senti oggi e perché?”
Ma anche:
“Come ti senti rispetto ai colloqui con i genitori che ci saranno oggi?”, “Qual è stata la cosa più difficile quest’anno?” ,“Qual è una cosa che hai fatto quest’anno di cui sei orgoglioso?”, “Se potessi cambiare una cosa della scuola -o della classe- quale sarebbe?”, “C’è qualcosa in classe che non ti sembra giusto?”, “Quando puoi concentrarti al meglio?”.
2. Condivisione in classe: Check-in di movimento

Ciascun componente della classe propone un movimento con il corpo e intanto saluta la classe. La classe risponde e ripete il movimento.
3. Condivisione in classe: Cartellone delle emozioni/Emojis

In classe si appende un poster con disegnate Emoticons che rappresentano diverse emozioni. Gli studenti e le studentesse, entrando in classe, mettono il loro segnalino sull’emozione corrispondente al loro stato d’animo attuale e poi condividono il perchè hanno scelto proprio quella emozione.
Un’alternativa è condividere con la classe 4 emojii che rappresentino la giornata o la settimana precedente, ad esempio: ????
4. Condivisione in classe: Rosa, spina e germoglio

È un’attività che si presta per condividere un riepilogo della settimana: gli studenti condividono una rosa, cioè una piccola vittoria o un risultato, una spina, ovvero una sfida che hanno affrontato, e un germoglio, qualcosa che attendono con impazienza.
5. Condivisione in classe: Riavvolgi / Ripeti

Gli studenti condividono qualcosa della loro giornata o settimana che farebbero volentieri di nuovo, o una cosa che se potessero premere il pulsante di riavvolgimento e ricominciare da capo, farebbero diversamente.
6. Condivisione in classe: Meme “Chi ti senti in una scala di…”

Proponiamo alla classe un collage di immagini e fotografie di animali, oggetti o personaggi famosi (ad esempio personaggi di cartoni animati, del mondo del cinema e dello spettacolo o cantanti che piacciono alla nostra classe) che esprimono emozioni differenti. Ogni studente/ssa sceglie quale fotografia lo o la rappresenta meglio in quel momento e per quale motivo. Ad esempio, facendo riferimento all’immagine di apertura: “Chi ti senti in una scala di gatti?“
Un esempio interessante dalle classi dei docenti fellows che partecipano al programma di Teach For Italy: il check-in di convisione in classe attraverso i meme é diventato nel tempo un momento di attivazione degli studenti/esse e un esempio di student leadership. Dopo che l’insegnante ha utilizzato i check-in almeno una volta a settimana in tutte le classi per l’intero anno scolastico, durante il secondo anno di check-in gli alunni hanno proposto di essere loro i creatori e i facilitatori di queste attività.
Assegnando ogni lezione ad un componente della classe o ad una coppia di studenti, il check-in ha reso possibile il coinvolgimento diretto degli alunni, rendendoli responsabili (dovevano inviare la proposta di check in entro il giorno prima) e attenti a tutti nella facilitazione in classe. Di seguito un esempio di immagine creata dagli stessi studenti per facilitare il check-in emotivo di inizio lezione:

Condivisione in classe: Check-Out di fine lezione
Proprio come può essere utile vedere come si sentono gli studenti quando entrano in classe, a volte può essere importante capire come stanno quando la lezione si conclude. Si possono utilizzare domande per consentire agli studenti di raccontare come si sentono riguardo alla loro giornata, o utilizzare una struttura “Rosa-spina-germoglio”.
Gli studenti si coinvolgono volentieri nelle attività di check-in quando si sentono in uno spazio sicuro e protetto. Utilizzare i check-in rinforza positivamente questa sensazione, ma solo se i check-in non sono le uniche opportunità per gli studenti di condividere le proprie emozioni, valori, storie, osservazioni e sogni.
Se vogliamo che la classe parli di sè e si apra con fiducia, i check-in devono far parte di una cultura più ampia in cui gli studenti si sentono visti, ascoltati, rispettati e supportati. L’insegnante può programmare azioni che creano un ambiente sicuro e davvero accogliente grazie al Disegno della comunità di classe (che puoi approfondire con questa risorsa).
Svolgendo attività di check-in, possono risuonare campanelli d’allarme di situazioni problematiche, per cui è importante fare attenzione ed essere pronti a dare seguito in caso fosse necessario. Ad esempio, se uno/a studente/ssa dice che è molto arrabbiato/a, oppure che si sente stupido/a, non si può trascurare la cosa, così come condivisioni ricorrenti di sentimenti di fatica, tristezza, disagio. Si chiederà alla persona interessata un momento di conversazione privata per capire meglio l’origine di quella frase e individuare insieme eventuali supporti utili, offrendole degli strumenti o, se necessario, coinvolgendo adulti di riferimento o figure di supporto.

