Apprendimento tra pari: cosa, perché, come

    Apprendimento tra pari: Cosa 

    L’apprendimento tra pari o Peer Education è una metodologia didattica che, come la flipped classroom, sposta alcuni assunti per mettere gli studenti al centro del processo educativo: le conoscenze, infatti, vengono trasmesse e condivise all’interno del gruppo di pari, con una mediazione minima dell’insegnante.
    Gli studenti e le studentesse imparano da e con i loro compagni, attraverso attività di vario tipo: lavori in gruppo, spiegazioni, workshop, dibattito, lavoro a coppie. Tutte queste attività sono gestite da  studenti “tutor”, favorendo un rapporto di reciproca educazione tra i membri della classe e migliorando le relazioni all’ interno del gruppo.
    Nonostante l’insegnante non sia al centro dello scambio di informazioni, è attento, presente, e fondamentale nel supporto alla classe e agli studenti tutor prima e durante le attività. 

    Apprendimento tra pari: Perché? 

    Le ragioni per adottare l’apprendimento tra pari in classe sono molteplici:

    Insieme si impara meglio

    Ricevere spiegazioni da altri compagni aiuta ad apprendere meglio: con persone considerate più vicine a loro, gli studenti tendono a mostrare con più facilità dubbi e debolezze; inoltre, se messi nelle giuste condizioni, l’attenzione e la curiosità che li spinge ad ascoltare un loro pari è maggiore, rendendo più facile la memorizzazione. 

    Insegnando si impara

    Anche gli studenti tutor beneficiano di questa modalità, poiché coinvolti attivamente, responsabilizzati e valorizzati, incentivando un’attitudine sempre più propositiva nell’esperienza didattica. Inoltre, dover offrire spiegazioni agli altri pari permette loro di rafforzare e consolidare le loro conoscenze e competenze. 

    Differenziazione

    L’apprendimento tra pari si presta molto bene in contesti eterogenei, quando i livelli di competenze sono differenti ed è fondamentale prevedere attività capaci di coinvolgere l’interezza della classe. Chi ha già raggiunto l’obiettivo di apprendimento, attraverso la pratica di supporto ai pari consolida competenze didattiche e relazionali; chi va supportato, invece, riceve un’occasione di apprendimento. 

    Apprendimento tra pari: Come

     Ci sono molti e diversi modi di organizzare il lavoro tra pari. Una di queste è la modalità “Insegnante per un giorno“, in cui un alunno/a viene incaricato di gestire un momento in classe. Può essere coinvolto/a nella parte di spiegazione, utilizzando delle slide in lezioni in presenza o in DAD, o per gestire i gruppi di lavoro, o per creare e seguire i momenti di check-in o di chiusura della lezione, in base alle sue caratteristiche e all’obiettivo dell’insegnante.
    In qualsiasi di queste opzioni, l’alunno/a va preparato in anticipo e supportato nella preparazione con modeling (condivisione di esempi) o feedback. 


    Entra in classe! Esempi dalle classi dei docenti fellows di Teach For Italy

    Di seguito un esempio tratto dall’esperienza in classe di una docente partecipante al programma di Teach For Italy e raccontato da lei in prima persona. L’esperienza fa riferimento alla scuola secondaria di primo grado.

    In una delle classi di scuola secondaria di I grado in cui ho insegnato inglese, ho avuto un’alunna nata e vissuta in America fino a due anni prima. Non è stato facile capire come coinvolgerla attivamente nelle lezioni. Riuscivo ad attirare la sua attenzione durante le attività ludiche o quando ci aiutava con la pronuncia di alcune parole o testi, per poi sprofondare nuovamente in un rispettoso e annoiato silenzio.
    Quando la didattica in classe si è trasformata in DAD, agganciarla è stato fondamentale. Ho cercato di capire come valorizzare la sua presenza in classe per lei e per il resto del gruppo, e le ho proposto di fare lezione insieme a me. Ha accettato di buon grado e abbiamo iniziato a condividere i Piani della lezione con le parti che spettavano a lei evidenziate. Il risultato è stato molto buono: la classe era molto incuriosita e interessata nel vederla condurre la lezione; abbiamo sfruttato come vera risorsa la presenza di una madrelingua fra noi; lei ha avuto modo di imparare ad osservare il gruppo e a gestirlo, ad accertarsi che nessuno fosse rimasto indietro e a rispiegare in altro modo ciò che non era chiaro.

    Tornati in classe, abbiamo mantenuto questa collaborazione, e si è occupata di preparare il contenuto di alcune lezioni di cultura e dei quiz con Kahoot per la verifica delle informazioni apprese dai compagni.

    Visti i risultati, ho deciso di iniziare a lavorare verso l’attivazione di tutti i miei studenti, coinvolgendoli nella didattica o nei momenti di check-in emotivo iniziale anche nelle altri classi. L’esperienza è stata estremamente positiva: ha permesso agli alunni e alle alunne di creare qualcosa di proprio, di portarlo davanti agli altri e di esporsi, lavorando individualmente o in coppia, ma sempre per i pari e per migliorare la nostra esperienza di scuola.

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